Facciamo a pezzi i cliché a colpi di rock!

Testata: VeraStyle
Pubblicato il: 17-08-2012
Autore: Giuseppe Lamanna

La band al femminile dedica il nuovo album a miti belli e ribelli come Mia Martini, Patty Pravo ed Eva Kant. "Raccontiamo il mondo senza addolcire la pillola", dicono.

C'è un grande cuore rock in ognuno di noi, basta semplicemente ascoltarne il battito. E' quello che non hanno mai avuto paura di fare Le Rivoltelle, quattro ragazze determinate a fare musica e passionali come la terra da cui provengono: la Calabria. Il loro secondo album porta il  loro nome e in dodici brani (sei inediti e sei cover) racconta il mondo di oggi attraverso il punto di vista delle donne.

La prima cosa che colpisce di voi, in senso metaforico, è il nome del gruppo. Come vi è venuto in mente?

Può sembrare ambiguo, ma in realtà nasconde un significato particolare. Arriviamo dalla Calabria, ma solo per "sparare" musica e parole in libertà.

Pur "pescando" all'interno del vasto panorama musicale italiano, soprattutto per le cover, il vostro stile resta puramente rock...

Noi quattro abbiamo matrici e percorsi musicali diversi, com'è giusto che sia, ma ci siamo ritrovate sotto la bandiera del rock. L'originalità della nostra musica, anche quando facciamo una cover, è proprio quella di "spogliare" le canzoni, rivestirle completamente secondo il nostro stile dandogli così una nuova vita musicale.

Quale criterio avete seguito nella scelta dei brani del vostro nuovo album?

Abbiamo voluto dedicare l'intero disco a personaggi dall'anima rock come Mia Martini, Patty Pravo o i Rolling Stones, artisti la cui vita è stata caratterizzata da una vita intensa, dalla ribellione alle convenzioni, usando la musica come strumento di lotta sociale.

La vostra musica racconta sempre il mondo di oggi, osservato da un punto di vista femminile: anoressia, stalking, politica...

Fa parte del nostro lato artistico raccontare il mondo che ci circonda, senza dover addolcire la pillola a tutti i costi. L'anima rock è anche questa.

L'essere donne, in un mondo dove il maschilismo è sempre imperante, vi ha penalizzato?

In realtà ci ha sia aiutato, sia danneggiato. E' giusto dire che la musica non ha sesso, o comunque non dovrebbe averlo. Da parte nostra, siamo contente di esserci incontrate e di aver deciso insieme di condividere scelte difficili. Purtroppo, la mentalità del Sud riconosce alla donna principalmente il ruolo di "madre". Quindi, la scelta di fare musica ci ha creato non pochi problemi, arrivando da una città piccola come Cosenza. Alla fine, l'essere ancora insieme e fare quello che amiamo è un piccolo grande miracolo.

E adesso, quale futuro attende Le Rivoltelle?

Ci aspetta un'estate di musica. D'altronde siamo "live" dipendenti, anche perché ci esaltiamo solo davanti ad un pubblico. Inoltre, la musica vive un momento abbastanza difficile, soprattutto a livello discografico. E' più facile salire su un palco che stare dietro a un CD.

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