Le Rivoltelle - A colpi di rock

Testata: Strumenti Musicali
Data di pubblicazione: Dicembre 2012
Autore: Giulio Cancelliere

Dimenticate lo stereotipo della stellina piovuta dal cielo davanti a una telecamera che la proietta a milioni di spettatori nel programma tv di successo. Qui stiamo parlando di musica e di vita vera, consumata sui palchi dei club, delle feste di piazza, dei teatri e poi, perché no, anche negli studi televisivi, prima delle piccole tv di provincia e poi alla Rai. Dal 2007 che queste quattro ragazze calabresi sgomitano e si fanno largo in un ambiente rock dominato dal genere maschile, dove spesso la presenta femminile è solo decorativa.

Nel 2010 pubblicano il primo singolo, La Notte, un vecchio successo di Adamo, che anticipa il primo album Donne Italiane uscito l'anno successivo, un lavoro quasi esclusivamente di cover (con tre inediti). Ma è il 2012 l'anno decisivo con un album eponimo, che ricalca dettagliatamente nella copertina Revolver dei Beatles, ma che si apre con la versione italiana di Paint It Black degli Stones, lanciata negli anni Sessanta da Caterina Caselli.

GIULIO CANCELLIERE Avete mescolato un po' le carte.

ELENA PALERMO In questo secondo disco abbiamo voluto celebrare i nostri miti belli e dannati come i Rolling Stones anche per i loro cinquantanni, Vasco Rossi, Patty Pravo, Mia Martini, Eva Kant, pure lei cinquantenne, ma anche i Beatles appunto senza i quali molti di noi non sarebbero qui.

GIULIO Però non avete messo neppure un pezzo dei quattro di Liverpool, che so Obladì Obladà nella versione dei Ribelli.

ELENA Mi aspettavo che qualcuno prima o poi mi facesse questa domanda. In realtà dal vivo facciamo diverse cover dei Beatles, ma il suono hard rock di questo disco non si addiceva a quel tipo di canzone. Non escludo che in un prossimo album non ci possano essere anche i Beatles.

GIULIO In italiano o in inglese?

ELENA Ci dobbiamo pensare. Sai, fare bene i Beatles non è semplice. Le loro armonizzazioni sono piuttosto difficili da rendere e anche se cantiamo tutte e quattro, bisogna essere molto attente, studiare tanto.

Giuuo Come avete messo assieme la band?

ELENA È stato un piccolo miracolo, perché siamo tutte della provincia di Cosenza, un microcosmo nel quale ci conosciamo tutti e si viene a sapere immediatamente se qualcuno sa suonare qualche strumento. Tuttavia, in un posto così, quattro ragazze che mettono in piedi una rock band non è un fatto consueto. Viviamo in una società in cui sopravvivono molti pregiudizi, soprattutto sulle donne.

GIULIO II fatto di essere quattro donne è una scelta di campo o un caso?

ELENA Una scelta: io e Alessandra Turano, la bassista, avevamo questa idea e l'abbiamo perseguita proprio per scardinare un meccanismo che ritenevamo vecchio e desueto.

GIULIO Tra l'altro siete tutte immerse completamente nella musica: tu hai

frequentato il conservatorio e suoni violino, sax e chitarra, oltre a cantare; Alessandra si occupa anche di musicoterapia; Paola Aiello, la batterista, ha frequentato corsi e master di percussioni e vinto concorsi; Angela Massafra ha frequentato DAMS e Conservatorio ed è stata allieva di Paul Gilbert, Stef Burns e Steve Vai, di cui ha adottato anche la chitarra Ibanez.

ELENA Sì, non siamo le ultime arrivate, se è questo che vuoi dire. E an - che per questo che lo definisco un piccolo miracolo: non siamo quattro amiche che per passare il tempo e combattere la noia della provincia strimpellavano uno strumento, in attesa che si realizzasse il progetto di vita tradizionale di moglie, madre, nonna. Siamo quattro musiciste che si impegnano ventiquattro ore al giorno per l'arte, non solo musicale, e che vogliono realizzare qualcosa insieme.

GIUUO E ci state riuscendo, mi pare. Ma quali sono i prò e i contro dell'essere quattro donne?

ELENA Intanto abbiamo un punto di vista abbastanza comune e tra donne ci si intende di più. Non è detto che si debba andare sempre d'accordo solo per il fatto di essere donne, ma riusciamo a capire quando è il momento di mettere da parte certe questioni e puntare all'obiettivo comune. Certo, attorno a noi c'è curiosità, ma anche molto scetticismo.

GIUUO L'ambiente rock è più scettico o più curioso?

ELENA Più curioso, devo confessare. Attorno a noi si sta creando, anche attraverso facebook, una rete di relazioni davvero interessante. Anche i musicisti ci vogliono bene e ci rispettano, perché hanno capito che suoniamo davvero rock e sappiamo mettere le mani sugli strumenti.

GIULIO Essere un gruppo femminile vi ha aiutato a trovare serate?

ELENA Sì. Non solo il fatto di essere donne, ma anche di proporre riletture in chiave rock, ska e reggae di vecchi successi del passato. Oggi cerchiamo di ampliare lo spazio che dedichiamo ai nostri pezzi originali che cominciano a essere conosciuti. Diciamo che con l'ultimo

GIULIO La popolarità, quella vera, però nasce da un singolo, La Notte di Adamo, un cantautore italo- belga molto famoso negli anni Sessanta. Come l'avete scoperto, visto che siete di qualche generazione più avanti? ELENA Perché siamo tutte appassionate della musica di quegli anni, la conosciamo e la proponiamo a modo nostro. Ci piace il vintage. Tra l'altro abbiamo contattato l'entourage di Adamo e il suo apprezzamento ci ha gratificate e incoraggiate a proseguire per questa strada. Dopodiché un servizio in Rai di Vincenzo Mollica e altri programmi televisivi ci hanno aiutato a farci conoscere. Abbiamo partecipato al Gran Gala per l'apertura del Festival di Sanremo 2012. L'estate scorsa abbiamo anche partecipato al Premio Caruso a Sorrento, dove abbiamo presentato la nostra versione di Vivere di Cesare Andrea Bixio.

GIULIO Non vi fate neppure mancare la critica sociale, anche in un pezzo insospettabile come Parole Parole di Mina.

ELENA Diciamo che il pezzo più politico è senza dubbio Ve Ne Andate O No? contro una classe dirigente vecchia, la più vecchia del mondo e pervicacemente aggrappata al potere, ma anche Parole Parole, decontestualizzata dall'interpretazione di Mina e Alberto Lupo e trasferita ai giorni nostri e alla nostra classe politica, non ci sta male.

GIULIO E poi c'è Bella Italia di Fabio Concato

ELENA Un ritratto molto sconsolato di questo meraviglioso Paese, che ha centocinquant'anni, ma non è ancora maturo.

disco riveliamo la nostra identità passata attraverso le cover e futura con i pezzi originali.

la canzone che i suoi familiari hanno voluto venisse suonata. Un modo per ricordare anche lui.

GIULIO L'ho sentita, una bella botta di rock. Le altre vostre passioni sono ska e reggae.

ELENA Sono passioni che abbiamo scoperto e coltivato tutte assieme e usato per riarrangiare tanti pezzi famosi.

GIULIO Compreso il finale di Piccolo Uomo, l'omaggio alla vostra conterranea Mia Martini, da cui tu personalmente hai ereditato un certo "graffio" vocale.

ELENA Mia Martini è stata una grande artista e un orgoglio della nostra regione oltre che dell'Italia. È una delle nostre eroine, non solo musicali. Quando mi dicono che il colore della mia voce la ricorda, non mi possono fare complimento migliore.

GIULIO Ho trovato interessante anche il vostro punto di vista femminile riguardo un tema serio e grave come l'anoressia in Taglia 38, anche se forse è riduttivo trattarlo come se fosse un problema di moda.

ELENA Posto che si tratta solo di una canzone, è solo uno dei modi in cui si può trattare quel tema, che ha molti aspetti anche clinici. Quello della moda è un argomento forte usato come pretesto per tenere alta l'attenzione sul tema. Purtroppo nei siti che promuovono l'anoressia, il tema della taglia è uno dei punti su cui si fa più leva. Il nostro è un grido di rivolta contro questo modo di pensare. Inoltre una ex ballerina della Scala, cosentina come noi, tempo fa fu cacciata dall'Accademia proprio per aver sollevato questo problema diffuso tra le sue colleghe.

GIULIO Come dicevi, tra i vostri eroi c'è anche Vasco Rossi, quello di Siamo Solo Noi.

ELENA Be', come fan del vintage, il nostro Vasco si ferma più o meno lì, comunque prima degli anni Novanta. Poi eravamo anche tifose di Marco Simoncelli, altro eroe triste, e al suo funerale è proprio quella

GIULIO Ora che siete nel music business vi considerate delle professioniste della musica? È il vostro mestiere definitivo 0 no?

ELENA Diciamo che siamo in un periodo di transizione. Stiamo ancora a vedere quello che ci sta succedendo intorno, mantenendo anche interessi e lavori paralleli a quello della musica: personalmente lavoro ancora all'università, visto che sono laureata in Storia Antica; Alessandra continua la sua attività di musicoterapeuta, mentre Paola e Angela studiano danza. Detto questo, la musica è l'obiettivo principale di tutte noi e per questo ci comportiamo molto professional-mente provando quasi quotidianamente e mantenendo alto il nostro livello musicale. Per quanto riguarda il contorno del music business, non è che ci abbia toccato più di tanto, nel senso che lo spirito è sempre quello di quattro amiche che fanno musica perché è bello suonare insieme.

GIULIO Dai, non ci credo che sia tutto come prima. Siete al secondo album, distribuite da una multinazionale, è impossibile che non subiate pressioni di qualche tipo.

ELENA Va be', sì se ti riferisci a quello è chiaro che ci sono, ma ti assicuro che sono tutte positive, nel senso che ci spingono ad un approccio meno goliardico e più professionistico alla musica, a curare maggiormente certi dettagli che sia in studio sia sul palco sono importanti.

GIUUO E ora?

ELENA E ora stiamo cercando di allargare il nostro pubblico: a fine settembre siamo state anche al Supersound del MEI, iniziamo a essere conosciute in Europa a cominciare dalla Germania. Siamo state inserite nella programmazione di una radio di Colonia, che ci ha intervistate e ci ha invitato a insistere nella promozione della nostra band nel loro Paese. Noi siamo pronte a partire.

 

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