"LE RIVOLTELLE" DALLA CALABRIA

Testata: Famiglia Cristiana N. 50/2012
Data di pubblicazione: Dicembre 2012

Nome: Le rivoltelle. Età: 25-35 anni. Provenienza: Cosenza. Professione: musiciste. Caratteristiche: sono l'unica rock band tutta al femminile del Sud. Ma, prima di tutto, «siamo quattro amiche di Cosenza, dove abbiamo intenzione di restare. Non scappiamo dalla nostra terra, pur con tutte le cose che non vanno». Elena, voce del gruppo, oltre a suonare violino, sax e chitarre, racconta che con Paola, Alessandra e Francesca hanno deciso di chiamarsi Le rivoltelle come atto di provocazione: «Da noi questa parola significa violenza, invece abbiamo voluto darle un'accezione positiva, sono i nostri strumenti musicali e siamo noi stesse, con il nostro spirito ribelle». Ribelle e ironico, come era un altro illustre musicista calabrese: Rino Gaetano. «Lui è il nostro faro: nelle nostre canzoni cerchiamo sempre di combinare leggerezza e profondità». Ecco che allora nella scaletta del primo disco della band, intitolato come loro, c'è l'implorazione ai politici attaccati al loro scranno, «Ve ne andate o no?», c'è un brano Taglio 38, ispirato alla vicenda dell'ex ballerina della Scala

Mariafrancesca Garritano che ha avuto il coraggio di denunciare il dilagare dell'anoressia nella danza e per questo è stata licenziata («Mary è una calabrese ribelle come noi ed è stata felice di comparire nel video che accompagna la canzone», puntualizza Elena). E c'è infine lo ti voglio voglio voglio, un altro brano di denuncia, questa volta dello stalking, ma scritto con un'ottica particolare: «Abbiamo immaginato che per una volta la vittima delle molestie non fosse una donna, ma un uomo, per far capire anche a loro cosa si prova...». Il risultato è un disco godibilissimo, che ha portato Le rivoltelle a esibirsi anche al Nord e a Una notte per Caruso, show andato in onda su Rai 1. E Sanremo? «Per adesso non è una nostra priorità», aggiunge Paola.

«Tutte e quattro facciamo ancora altri lavori: il nostro obiettivo è renderci indipendenti con la musica. Perciò ci basta un palcoscenico e della gente che venga ad ascoltarci».

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