E oggi nella «Notte rosa» si balla e canta con le donne-Rivoltelle

La band calabrese fa rivivere la musica d'autore

Testata: Gazzetta del Mezzogiorno
Pubblicato il: 12-07-2011
Autore: Cosimo Damiano Damato

Le donne rock della musica italiana questa sera attesissime alla Notte Rosa di Margherita di Savoia (ore 21 piazza Generale Dalla Chiesa). La band calabrese, prodotta dall'andriese Daniela Tripodi, presenteranno le canzoni del loro ultimo album «Donne italiane». Le Rivoltelle rivoluzionano la musica d'autore con una nuova folata adrenalinica grazie alla voce cavernosa e densa di Elena, una forza devastante e carica sensuale capace di scomporre e ricomporre classici della musica italiana riletti in chiave rock con tinte jazz.

Elena dirige un ensamble al femminile, la voce nel corpo, il corpo nella voce e poi il sax che diventa il grido di Dio ed il violino la voce sinistra dell'angelo ribelle. Guarda che luna è struggente, l'overture disperato con una lamentazione vi-scerale e commovente ha il canto orfico della poesia del testo e l'elegia del canto largo di Elena. Una sorta di bolero in crescendo, le chitarre di Angela sembrano una orchestra ledzepliana. "Se bruciasse la città" di Ranieri diventa una preghiera dark famelica ossessiva con una sorta di bolero in crescendo, le chitarre di Angela sembrano una orchestra ledzepliana, la ritmica tribale raggae di Paola.

"La notte" ci conduce nelle atmosfere eteree alla Marilyn Manson con la genialità dell'inserimento di un violino new age e poi c'è la voce di Elena degna di Tom Waits. Le Rivoltelle rendono omaggio a Nada con una versione metallica di "Ma che freddo fa", un tripudio di canto e controcanto fra voci che si inseguono, assoli che si abbracciano, una canzone corale che esalta tutte le lady-musiciste calabresi. Elena e compagne sanno commuovere e lo fanno con due cover della grande tradizione della musica napoletana come "Dicitencello vuje" e "Tu si na cosa grande", una fusione riuscita, una piccola opera rock con archi e sintonizzatori con un preludio alla Santana per poi affondare in un epilogo ska che ci ricorda la musica partenopea di ricerca fra James Senese e Raiz degli Almanegretta.

"Le Rivoltelle" hanno anche in repertorio alcuni inediti come "Le donne italiane" un omaggio alle grandi donne della cultura della penisola: da Alda Merini a Franca Rame.
H ritmo è convulsivo e rabbioso, un nuovo manifesto femminista col piglio dell'anarchia pura della musica, al di là di politica ed ideo¬logia. Il basso funky di Alessandra scandisce il ritmo di "Storia d'amore".

La forza di queste ragazze è quella di rendere fresche canzoni classiche, come " Se mi lasci non vale", che viene spogliata da quel sentimentalismo mieloso della versione originale di Julio Iglesias e rivestita di un'aura poetica in cui il testo viene valorizzato grazie alla forza del canto e alla sinfonia celebrativa fra violino, chitarra e percussioni. Ancora rock pesante con una velocissima " Lamette" che si trasforma in rap-rock esplosiva. «L'Italia che ci ispira - scrivono le Rivoltelle - è l'Italia del Sud, ltalia del folklore, delle tradizioni popo¬lari che si tramandano attraverso canti antichi e che parlano di una terra sincera e di un popolo vero».

 

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