Dolci e cattive ecco "Le Rivoltelle"

Testata: Gazzetta del Mezzogiorno
Pubblicato il: 05-07-2012
Autore: Cosimo Damiano Damato

Dai Rolling Stones al Blasco. Il gruppo è seguito dal produttore andriese Mimmo Cristiani e dal manager Daniela Tripodi.

Tornano le Rivoltelle più dolci e cattive che mai, fra reggae e rock. Il gruppo tutto al femminile prodotto da dall'andriese Mimmo Cristiani e dalla manager Daniela Tripodi. Il disco si chiama semplicemente Le Rivoltelle e vede la band calabrese rileggere classici come Paint it black dei Rolling Stones che diventa "Tutto nero" fino alla ribelle "Siamo solo noi" di Vasco Rossi, fra gli inediti "Ve ne andate o no" ed "Eva Kant" che rivelano l'ispirazione e la scrittura delle quattro ragazze rock.

Partiamo dalla copertina del disco che è ispirata al disco Revolver dei Beatles «un'esplicita citazione del disco che significa Rivoltella che ha in parte ispirato il nostro cuore ribelle». L'inedito «Ve ne andate o no» è uno swing sofisticato notturno e sulfureo, con atmosfere alla Tom Waits, suburbane nella sezione fiati che poi si libera in un reggae tribale e poi c'è il testo contro, un graffio al mondo dei potenti: ve ne andate o no? «E non tornate più».

«Siamo solo noi» è un doppio omaggio a Vasco e Simoncelli, l'overture ossessivo della chitarra diventa motore in caldo, molto fedele all'originale prende forza nella voce di Elena Palermo che abbandona il violino per esplodere fra diaframma e lirismo largo del canto: « tributo a un grande talento dei motori. Simbolo di chi vuole vivere in fretta e sempre al massimo, di chi non si risparmia quando si tratta di votarsi alle passioni e agli ideali. Marco Simoncelli, che ha pagato caro il suo eccesso di generosità.

Proprio quando la sua carriera era in piena ascesa». L'altro inedito è «Io ti voglio», fra Alice Cooper e Nada, il sound è decisamente metal: «dedicato alle vittime dello stalking. Quando l'amore smette di essere una cosa meravigliosa e sprofonda nell'incubo, la prima vittima è lo stalker stesso».

Qualsiasi cantante italiano deve prima o poi fare i conti con Mina e le Rivoltelle rileggono "Parole, parole", scomponendola e ricomponendola piene di citazioni dall'intro psichedelico alla Pink Floys di Shine On You Crazy Diamond e poi c'è lo stile ska targato Rivoltelle fra r&blues in levare nevrotico ed ossessivo.

"Nell'anno della fine del mondo - raccontano le ragazze oramai andriesi di adozione - abbiamo voluto dedicare il nostro secondo album ai miti dannati. Ai belli e ribelli,tributi a personaggi come Rolling Stonbes e Patty Pravo, Mia Martini ed Eva Kant. Ma anche Mina, Lucio Dalla, Mary Garret e Simone Simoncelli".

Fra le cover riuscite "Pensiero stupendo", il giro armonico sembra preso in prestito da Piccola stella senza cielo di Ligabue, rievocando la stessa tenerezza e delicatezza e poi c'è l'esplosione in crescendo decisamente rock. Chiudono il disco l'inedito Eva Kant, un blues av-volgente e seducente, il mito raccontato con una lirica poetica cannibale, poi c'è la musica che rivela l'ensamble perfetto fra il basso di Alessandra Turano, la batteria di Paola Aiello, la chitarra di Angela Massafra e la voce di Elena Palermo, la musa rock e ribelle della band.

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