La musica si sa, ha tutt’altre priorità che poco si accordano alle convenzioni. Ecco a voi: Le Rivoltelle.

Testata: curvyfoodiehungry.it
Pubblicato il: 26-04-2012
Autore: Martina Liverani

Dopo l’intervista di marzo a Iskra Menarini, prosegue la collaborazione con il MEI – Meeting dell’Etichette Indipendenti, per raccontare donne fuori dagli schemi. Ora è il turno della scatenate Rivoltelle, una rock band tutta al femminile. Quattro musiciste. Quattro donne. Elena, Alessandra, Paola e Angela.

Quattro giovani rockers calabresi che scelgono la musica come arma di ribellione alle consuetudini:sono Le Rivoltelle. Un plurale femminile che ben rappresenta la personalità ironica e anticonformista della band: sono gli strumenti musicali le loro vere armi, le canzoni i loro proiettili, le emozioni del pubblico il loro bersaglio.

“Il nostro percorso comincia quattro anni fa quando decidiamo di unire in un corpo solo quattro distinte anime musicali.

La scelta di ribellarci ad una consolidata consuetudine che vuole le ragazze rincorrere lo stereotipo di donna, mamma, moglie perfetta nasce dall’esigenza, viva in ognuna di noi, di fare musica e la musica si sa ha tutt’altre priorità che poco si accordano alle convenzioni.

La musica salva, emancipa lo spirito dal corpo che non ha più regole alle quali conformarsi, non ha più standard da seguire.

“Quando suoniamo a parlare per noi è la voce dell’anima alla quale non interessa in quale corpo alberga. Suonare necessita di tempo, devozione, passione smisurata che non lascia spazio a paranoie su eventuali inestetismi estetici che ognuna di noi potrebbe avere o che naturalmente ha.”

La dimensione estetica, che pure ha una sua importanza è vissuta in totale spensieratezza. “Indossiamo abiti che ci piacciono e che rappresentano al meglio la nostra anima rock. Anche il nostro rapporto con il cibo è di totale serenità. Siamo fortunate.

La nostra musica è il modo che noi abbiamo per dire che un’altro mondo è possibile, un mondo in cui la donna viene valorizzata in quanto portatrice sana di virtù e non per la misura di un reggiseno.

La nostra voce vuole essere un canto di solidarietà per tutte quelle ragazze che vivono perseguitate da modelli inarrivabili, per tutte quelle anime in pena che sopravvivono ogni giorno ai morsi della fame, per tutti quegli spiriti incatenati ad un corpo che disprezzano.

E la nostra rabbia va contro tutti quelli che contribuiscono in modo ignobile  ad alimentare questa cultura dell’apparenza.

Articolo originale su: http://www.curvyfoodiehungry.it/?p=1300

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