A colpi di Rivoltelle

Testata: Albatros
Pubblicato il: 01-09-2012
Autore: Eleonora Serafino

Appena scopre che sono napoletana, Elena si illumina, la sua voce si tinge d'entusiasmo. "Sorrento è favolosa, magica!", mi dice la front-woman della band al femminile le Rivoltelle, da poco ospite con il gruppo a "Una notte per Caruso-Premio 2012", che la Rai ha mandato in onda da Sorrento in prima serata. Quattro amiche calabresi nel 2005 si riuniscono e decidono di fare musica rock, scrivono, compongono, rendono attuali brani dello spaccato musicale '60-'90, il tutto con anticonformismo ed ironia.

L'anno scorso partecipano al Gran Gala di Sanremo e pubblicano, in occasione dei centocinquanta anni dell'Unità, il loro album d'esordio, "Donne italiane", dedicato proprio alla seconda parte dell'universo che, guardando loro, ci si convince ancor più che sia definita a torto la parte più debole. La copertina del loro ultimo disco, invece, fa l'occhiolino all'album "Revolver" dei Beatles, rappresentando i loro quattro volti sorridenti e grintosi proprio come quelli dei quattro di Liverpool, ma -proprio come fanno con i brani che scelgono di rivisitare- con una piccola correzione al femminile, le labbra colorate di rosso. Inediti e cover in chiave moderna si susseguono nell'omonimo album, "Le Rivoltelle", esplicitamente dedicato ai "miti dannati, ai belli e ribelli" di ieri e di oggi: Rolling Stones, Patty Pravo, Mia Martini, Eva Kant, Mina, Lucio Dalla, Mary Garret, Marco Simoneelli...

Perché una band tutta al femminile?

"Siamo prima di tutto quattro amiche con uno stesso progetto, l'essere donne è sicuramente un valore aggiunto, ma non nasce come necessità. E' certamente anche un piccolo miracolo, perché non è facile che quattro donne vadano proprio d'accordo, invece noi riusciamo a comprenderci nei momenti di nervosismo grazie alla nostra diplomazia, ma soprattutto sappiamo quando evitarci."

E' più difficile per una donna farsi spazio nel mondo della musica in genere, del rock in particolare?

"La musica non ha confini di sesso, ma quando abbiamo iniziato sapevamo che non sarebbe stato semplice, soprattutto perchè in Italia la musica rock è appannaggio del mondo maschile. Se sei donna e fai rock difficilmente riesci a farti conoscere, a meno eh tu non sia figlia di o moglie di." Cosa significa essere rock? "Credo che noi quattro siamo nate rock, è una matrice che ci accompagna da sempre.

Qual è il brano che esprime meglio la vostra essenza?

"Forse Taglia 38' consacra meglio la nostra anima rock ed è la canzone a cui abbiamo lavorato con più intensità, alla fine affezionandoci molto al problema. E'dedicata alla ballerina del Teatro "Alla Scala" Mariafrancesca Garritano (Mary Garret), cosentina e ribelle come noi, che ha avuto il coraggio di denunciare il dilagare dell'anoressia nel mondo della danza, e per questo è stata cacciata." Come scegliete i brani da cui trarre le cover?

"Abbiamo privilegiato sempre ciò che di più

ribelle ci fosse nel panorama musicale, così è nata 'Piccolo uomo', come omaggio ad una nostra conterranea o ancora abbiamo rifatto brani dei Rolling Stone a cui abbiamo cercato di dare un taglio più femminile. Stravolgere una canzone è diventato il marchio distintivo del nostro modo di fare musica, cerchiamo di rendere i pezzi nostri e più attuali." La vostra musica, si comprende, fin dal primo ascolto, essere nuda e cruda, senza ausilio di computer e amplificatori. Perché questa scelta?

"Abbiamo deciso di dare importanza solo ai nostri strumenti, crediamo nell'essenzialità della musica, ci piace che il risultato finale sia il più genuino possibile." I concerti dell'album precedente erano corredati da momenti di vero e proprio teatro. Seguirete la stessa linea anche per quest'altro album?

"Sì, ci saranno battute teatrali, momenti recitati, sketch basati su fatti d'attualità. Il nostro intento non è di fare puro intrattenimento, ma di offrire a chi assiste uno spunto di riflessione."

Amate definirvi ironiche ed autoironiche. In cosa consiste la vostra ironia?

"L'ironia è fondamentale nella vita, è il modo più semplice ed immediato per far sorridere e allo stesso tempo pensare, non ci prendiamo mai troppo sul serio."

 

Categoria: